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Territorio
TORRE E BAIA DI GUIDALOCA
di G.V.Internicola
La torre e la baia prendono nome dal
torrente,la cui foce è presente, in dialetto " Vitaloca", con derivazione
dall'arabo Wadi - Vattali( fiumiciattolo)
(1). E' evidente la storpiatura della traduzione italiana " GUIDALOCA".La
torre sorge sul margine di un pianoro rialzato che domina la rada e la foce del
fiume. E' ancora circondata da coltivazioni di frassini " da manna", da cui fino
agli anni '50, si estraeva il caratteristico frutto.
Il paesaggio, inoltre, esteso fino alla " Puntazza", dove è ancora visibile una
antica cava di tufo è segnato dalla presenza di una masseria oggi intesa "
baglio", purtroppo in disfacimento, insieme ad altri edifici di un certo
interesse.
Sotto il pianoro in cui sorge la torre, era disponibile e di uso comune una
sorgente d'acqua. In prossimità dell'ingresso dell'attuale camping era pure una
chiesetta.
La torre esisteva certamente già prima del 1578, quando viene menzionata dallo
Spanocchi, incaricato della ricognizione. Risultava munita di artiglieria, con
tre uomini di guarnigione, ed era designata come torre di deputazione dal
Camilliani, il cui mantenimento cioè rientrava nella tutela del regno.
Sovrintendevano alla sua efficienza i Baroni Tarallo di Baida. Si raccontano
diversi episodi di attacchi alla torre ed altri riguardanti la vita di
sorveglianza.(2)
Probabilmente c'era una più antica torre che l'ha preceduta, posta sulla collina
al centro della baia ed ora incorporata in un caseggiato.
La torre attuale fu costruita a comodità degli ingabellatori e per sicurezza
delle navi che venivano a caricare legna od altri prodotti.
Successivamente fu adibita a scopo militarte e poi abitativo. Da notare che
anche nell'ultimo conflitto mondiale la baia di Guidaloca fu munita di sistemi
difensivi in forma di bunker.
La torre, di linee semplici ed essenziali, si presenta fortunatamente in
accettabile stato di conservazione.
Ha sezione circolare, con zona basamentale leggermente scarpata, delimitata da
marcapiano sagomato; il piano superiore è coronato da quattro piattaforme
aggettanti in contro scarpa, con caditoie binate a filo-torre: particolarità mai
riscontrata nelle torri di Sicilia, ma frequente in altre regioni, fatto che
testimonia che il progettista se pur fu un architetto locale conosceva tecniche
in uso altrove.
La costruzione rispetto al disegno originario, è stata rialzata con l'aggiunta
di un piano sopra la terrazza, documentato tra l'altro dalla diversità dei
materiali di costruzione ( muratura mista in pietra tenera per la parte
originaria, in concetti di tufo per la sopraelevazione ).
L'interno ai vari livelli è costituito da un solo ambiente circolare con
diametro di 5,40 m. ai primi due piani e 7,20 m. nel piano cui è praticato un
foro per il passaggio che avveniva con scale per lo più retrattili. Nella torre
è presente un camino con bocca ad archetto in conci riquadrati, mentre
inesistente, come in altri casi, è la cisterna, data la vicinanza della sorgente
precedentemente citata, ma anche delle acque stesse del fiume Guidaloca.
(3)
La torre domina l'intera baia ed è collegata all'intero sistema di torri per le
segnalazioni. E' posta in posizione da essere visibile anche dal fondo della
valle all'interno( Dagala Secca torrente Ramo d'Alloro), oltre che dal baglio di
Scopello e dalle colline di Baida. Le due punte che delimitano la baia (Pizzo
della Gna Cara e Puntazza ) nelle zone rocciose presentano formazioni fossili
(pesci, conchiglie, coralli, ammoniti ecc...). Al centro della baia, ad alcuni
metri di profondità sul fondo marino giacciono reperti classici con colonne. Si
ha inoltre notizia del ritrovamento presso il fondo di un certo Sacerdote Gallo
di colonne marmoree, capitelli ed altro materiale di epoca pure classica
(4).
Il fiumiciattolo scorre in un ambiente abbastanza conservato dal punto di vista
naturalistico, con canneti, piante palustri, tamerici.
Sul costone di roccia che circonda la Baia ad Est è conservato un buon tratto di
macchia mediterranea, in cui si fa notare in particolare l'erica. Il tratto di
costa che va dalla Baia di Guidaloca verso Est ( verso Cala Rossa) è
eccezionale per la bellezza dei fondali, per le numerose grotte, per la presenza
continua di uccelli marini di vario tipo. La zona, inoltre, della foce del fiume Guidaloca e del Pizzo della Gna Cara è luogo di sosta degli uccelli migratori,
tra cui le gru.
L'antica trazzera di collegamento tra Castellammare, Scopello, Visicari, Baida
passava dal greto del fiume, risaliva il costone in prossimità di piano Vignazze,
lasciando a destra delle sorgenti, un sistema di grotte e la sovrastante
necropoli con tombe scavate a fossa nella roccia tufacea.
Un itinerario naturalistico-archeologico potrebbe essere attivato, toccando la
baia con i fossili, il greto e la foce del fiume, le sorgenti all'interno, le
grotte e la necropoli per ritornare al mare, dopo aver visitato il baglio con il
pianoro di frassini, ed avere sostato alla torre
(1) Per la derivazione
dall'arabo: OMAGGIO A G.PAGOTO, Trapani 1986,p.35
(2) A. CORDICI, Istoria della città del monte, Erice 1610, ms
Biblioteca Comunale Mazzarella -Zanca, Il libro delle Torri, Palermo Sellerio,
p. 172
(3) Mazzarella-Zanca, opera cit., pag.172-173
(4) Diego Galatioto Buccellato, "Castellammare del Golfo"
Palermo 1908.
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