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«Salviamo Segesta, no al parco mistico», le associazioni
ambientaliste hanno
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fatto muro comune per fronteggiare
quello che ritengono il pericolo numero uno
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per Segesta: il cemento. Sia pure mistico.
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MISTICISMO PERDUTO.
Ma la storia non finisce qui e il progetto oggi marcia spedito, anche se di
mistico c'è rimasto ben poco.
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Infatti Cristaldi e i suoi sembra abbiano
abbandonato l'idea dei faccioni ma non il
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resto. Anzi. E se l'idea era quella di convogliare a
Segesta il turismo religioso,
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sulla scia di Assisi o San
Giovanni Rotondo che comunque almeno hanno un
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legame con le figure
che li rappresentano, il parco Mistico senza le statue ma con
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gli alberghi si potrebbe
semplicemente chiamare business. Altrimenti sarebbe
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difficile spiegare il motivo di un investimento simile proprio accanto un'importante
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area archeologica. Giusto Catania, segretario regionale di Rifondazione
Comu-
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nista, ha presentato un
esposto alla Procura della Repubblica di Trapani. Dice: «A marzo Rifondazione
aveva presentato un'interrogazione all'Assemblea regionale
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siciliana per sapere se l'opificio industriale della Sicilbudella di Maria Guastella - a due passi
della zona dove dovrebbe sorgere il parco Mistico - ha ottenuto la
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variante urbanistica
per diventare albergo, come a noi risulta».
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Si tratta di un altro albergo di un centinaio
di posti letto, in aggiunta a quello
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previsto dal
progetto del parco Mistico che avrà una capienza di circa il doppio,
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e la cui variante è
stata approvata lo scorso 12 settembre.
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Ma Catania si dice convinto che l'idea delle statue sia solamente fumo negli occhi
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per coprire le vere
finalità di un'operazione speculativa dai mille intrighi.
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E' una lunga storia che inizia nel 1970, quando il fondo Kagera (particelle158/238/
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7/91 e 15), che ricade
all'interno dell'attuale progetto di Parco Mistico, viene
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venduto per 5 milioni di lire dal Comune di Calatafimi alla ditta Imca, vincolan-
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dola a costruire entro 20 anni un mobilifìcio. Nel 1994 del mobilificio non c'è nep-
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pure l'ombra e il Comune fa causa alla Imca
per rientrare in possesso dei terreni.
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Accadono però due importanti eventi fra il 1998 e il 1999. Si costituisce la società Nuova
Imca, con sede a Palermo in via Notarbartolo 5.
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Qui nessuno l'ha mai vista e Catania
attacca; «E solo una società di comodo,
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la sede indicata in via Notarbartolo 5 non
esiste».
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Carlo De Gaetano, proprietario della vecchia , possiede il 20 per cento delle azio-
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ni, mentre il resto è di proprietà di una certa
Piera Aratore. Quest'ultima, nel corso
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del 1999 vende il 57 per cento della sua quota al signor Vito Adamo.
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Intanto il Comune di Calatafimi (nel frattempo Cristaldi è diventato sindaco )
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si ritira dalla causa con la Imca.
Tra marzo e giugno 1999, la Giunta presenta al
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Consiglio Comunale una delibera per mettere all'asta un'altra parte della contrada
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Kagera per un totale di
0,80 ettari,
al prezzo, stimato dal responsabile dell'ufficio |
Patrimonio, l'architetto
Giuseppe Augusta, di 80 milioni di lire. Poi invece delibera
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di vendere l'intero lotto , poco più di due ettari, alla nuova Imca al prezzo di 11 (!) milioni di lire.
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La stima del prezzo viene fatta dallo stesso architetto Giuseppe Augusta, che,
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poco tempo prima, aveva valutato in 80 milioni di lire un terreno di poco inferiore
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alla metà di questo.
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Per capire meglio
c'è da dire che alcuni personaggi hanno rapporti di parentela
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o relazioni tra loro e che il lungo filo conduce a un assessore: Maria Guastella è
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infatti la moglie di Diego Calderaro, assessore al turismo del Comune di
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Calatafimi-Segesta. Vito Adamo è il ragioniere della ditta della signora Guastella,
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Piera Aratore invece risulta essere intestataria di una società - la Ambiente S.a.S.
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di Lentini (Cc) - con l'assessore Calderaro. E così il parco Mistico è servito ...»
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