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Il progetto
del centro destra rischia di devastare la zona. Oggi marcia di denuncia
delle associazioni ambientaliste e della società civile
Scopello il borgo minacciato dal cemento
A un passo dalla
riserva naturale il piano regolatore,annuncia un’espansione abitativa per
39 persone
SCOPELLO (Trapaní) Alle sei
del pomeriggio il porto è un brulicare di gente e cani al passeggio, di stand
per la sagra del tonno, di profumo di mare e pesce che si confonde e ti confonde.
Paolo Arena discute con un giovanotto che premette:
«Sono obiettivo, sai quanto sono obiettivo. Qui a Castellammare d'estate diventiamo
100mila: può piacerci oppure no ma abbiamo bisogno di nuove strutture ricettive».
Paolo, insegnante, ambientalista, è tra coloro a cui l'idea non piace: perciò
sta qui a distribuire i volantini per la manifestazione che si svolgerà oggi
a partire dalla spiaggia di Guidaloca alle 10 del mattino con l'intento di
"salvare Scopello" dalla colata di cemento che sta per arrivare
con i timbri della pubblica amministrazione e in nome del nuovo piano regolatore
firmato centro destra.
La marcia l'hanno organizzata
quelli del "Forum Ambiente Castellammare", una sigla che raccoglie
tutte le associazioni ambientaliste più alcuni partiti che non vogliono piegarsi
alla logica molto in voga da queste parti che vede lo sviluppo economico legato a doppio filo con la cementificazione.
Castellammare dista una trentina di chilometri da Palermo che, dopo la realizzazione
dell' autostrada,è diventata all'improvviso vicinissima.
S'è portata dietro, quella lingua di asfalto che attraversa una costa mozzafiato, le voglie di
mare e di ville (dei palermitani più o meno ricchi. Ha fatto nascere all'improvviso tante seconde case disseminate lungo una collina
che sembra il corpo morbido di una donna adagiata sotto Monte Inici.
Eppure qui, in questo tratto
di Sicilia, che va fino alla riserva dello Zingaro, il territorio è ancora
in buona parte integro. Qui si osa ancora scendere in piazza
se si sente, puzza di cemento. Da qui 23 anni fa, era il 18 maggio í cittadini
ebbero il coraggio di partire per andare a piazzarsi di fronte alla bocca
minacciosa di una galleria scavata nella roccia a ridosso del mare, dove la
Regione voleva far passare una strada. Ci si piazzarono in seimila: le ruspe
si erano già mangiate un chilometro di sterrato e avevano tagliato in due
un bosco. Fecero parlare la stampa nazionale: due mesi dopo la Regione promulgò
una legge con la quale si potevano espropriare aree
Oggi, invece, la minaccia
si chiama piano regolatore e conta tre milioni e 400mila metri cubi di cemento.
Disseminati su tutta la costa: un contenitore in grado di ospitare 39mila
abitanti (in più rispetto agli attuali 13.500), un depuratore davanti al porto
turistico di Castellammare (perché ancora oggi non ce n'è uno funzionante)
e uno a Scopello, di fronte allo scoglio la Fungia" (il fungo). Gli amministratori
dicono che le nuove strutture ricettive sono uno
slancio per l'economia del paese. Una volta qui si viveva di agricoltura, si producevano vino e olio e grano, come dimostra
Cala Petrolo antico emporio di Segesta che raccoglieva il grano delle colline
direttamente dalle condotte che lo portavano giù, sulla spiaggia da dove si
partiva per Roma. Oggi l’agricoltura è una realtà residuale:( il turismo è la molla che muove tutto. Ecco
perché i "Bagli" stanno morendo lentamente Tranne che a Scopello
antico borgo seicentesco che oggi conta 57 abitanti arroccati sulla collina
con il mare appena sotto. Qui il Baglio resiste: è nato a nuova vita,
è un appuntamento da non perdere se si arriva da queste parti. C'è il cortile
interno, con un grande albero, e tutt'intorno le
abitazioni e gli antichi "macheseni", i magazzini, oggi caratteristici
appartamenti.
«Ecco, questo è un bell'esempio
di valorizzazione dell'esistente dice Mariangela, insegnate di
inglese, promotrice della marcia in difesa del territorio . Perché
non recuperare i bagli, le torri, i vecchi castelli? Sarebbero strutture ricettive
bellissime, come le abitazioni del centro storico di Castefiammare che grazie
ai fondi regionali del progetto «Il paese albergo» potrebbero ospitare i tanti
turisti che arrivano l'estate». Già, perchè non recuperare l’esistente? Basta prendere la macchina
e percorrere la strada che da Castellammare arriva fino a Scopello per capire
di cosa si sta parlando. C'è una costa che sale e scende dolcemente sul mare,
ci sono piccole spiagge che d'estate fanno fatica a contenere i mille turisti
che le affollano. Ci
A Scopello, poi, definita
nel piano regolatore «zona c2», a ridosso del nuclèo storico, l'edificabilità
è da periferia urbana (0,95 mc/mq), oltre mille e 200 abitanti in più, sistemati
in villette. Ci sarebbero anche campi sportivi, parcheggi e una grande strada.
Ce n'è per tutti: a Segesta, dal Ponte Bagni fino quasi al Baglio Aversi,
sono previsti 1.500.000 metri quadrati di cemento. C'è da chiedersi se davvero
non è possibile immaginarsi un altro modello di sviluppo ricetti vo.
E se, ad esempio, le 4mila case vuote non potrebbero essere
una risorsa, così come i "macasceni", l'antico macello nel cuore
storico di Castellammare, o i bagli, disseminati lungo le campagne.
Per questi motivi oggi .si riparte dalla Riserva della Zingaro, davanti la bocca
della galleria. Ci sono Italia nostra, Legambiente, Wwf,
Lipu, Verdi, Ds, Rifondazione, Giuristi dernocratici e molti altri ancora.
Perché qui, in questo lembo di Sicilia, c'è molta gente
che crede in un altro modello di sviluppo. E non ci sta a
cedere alle pressioni degli interessi dei costruttori. Né
a quelli della mafia che guarda con interesse e aspetta.