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Vogliono cementificare il golfo

 

CASTELLAMMARE. Nel prg possibilità di costruire allo zingaro e a Scopello: insorgono gli ambientalisti

 

MARIZA D'ANNA

 

 

CASTELLAMMARE DEL GOLFO. Sembrerebbe una semplice espressione tecnica indicativa invece secondo gli ambientalisti nasconde il tranello. Nel piano regolatore generale di Castellammare del Golfo viene chiamata zona «E2 ST» e si legge «zona agricola di particolare pregio naturalistico con suscettibilità turistica». il territorio segnato con quella sigla è sotto accusa, perchè lì, qualora lo strumento urbanistico venisse approvato, si potrebbe edificare a 150 metri dal mare con un indice di edificabilità che è pari a 0,50 mc/mq, e che aumenta ancora se si oltrepassano i 300 metri dal mare. Il territorio di cui si parla fanno notare ancora gli ambientalisti è stato classificato dall'Unione europea come sito di interesse comunitario (Sic) e come zona a protezione speciale (Zps). E non servono planímetrie per capire che il tratto di costa che va da Castellammare alla Riserva naturale dello Zíngaro passando per le suggestive Cala Bianca Guidaloca e proseguendo verso l'antico baglio di Scopello, è rimasto, in barba ad una prima speculazione edilizia degli anni 70, ancora paradiso di verde che digrada sul mare dove, tra spiaggette infrattate e ricoperte di ciottoli bianchi, si nascondono rocce modellate dal vento e un mare ancora cristallino. Un territorio se non del tutto incontaminato, certamente ancora rispettoso di una natura prorompente.Lungo la strada che dalla baia di Guidaloca si inerpica al seicentesco borgo di Scopello, ieri mattina erano circa cinquemila. Tra bandiere, stríscioni, vignette e cartelli; con cani al guinzaglio, bambiní sul passeggino, zaini in spalla sotto un sole impertinente, marciavano tutti per dire «no allo scempio ambientale», «no ai sindaci attíla».Organizzata dal «Forum ambiente» di cui fanno parte, associazioni ambientaliste, gente comune, sindacalisti, politici la marcia in tarda mattinata ha raggiunto il baglio di Scopello dove ancora resistono cinquanta residenti e dove, secondo il piano regolatore generale, dovrebbero arrivare a mille e anche di più,«E’ un piano sovradimensionato-dice Mariangela Galante, anima organizzativa del circolo culturale Metropolis di Castellammare che ha dato l'input alla protesta - L'impatto ambientale é violento e non tiene assolutamente conto dei vincoli paesaggistici già esistenti, non esistono zone di rispetto vicino al centro storico. Pensi che qui a torre Bennistra (proprio oltre il piccolo centro abitato di Scopello, ndr) si potrà costruire di tutto, alberghi, centri commerciali e quant'altro. Le nostre richieste non sono mai state ascoltate, non siamo neppure mai stati convocati».La speculazione in questa zona è già iniziata: quella che ha visto negli anni ‘70 nascere villette a schiera o case con facciate di cemento e típologicamente lontane ad ogni concetto di impatto ambientale compatibile e che poi, per un certo tempo, ha rallentato la sua corsa. Ma adesso per esempio a Cala Bianca sono sorte dodici villette, in contrada Castellaccio ce ne sono tredici in una zona destinata a verde agricolo.

Massimo Fundarò, presidente regionale dei Verdi, punta sull'amminístrazione: «Il successo della manifestazione testimonia che Scopello è patrimonio di tutti i siciliani e non del sindaco Ancona. Facciamo appello al Comitato regionale dell'urbanistica perchè non approví il Prg e all'assessore regionale Granata che ponga un vincolo paesaggistico sulla zona».Il Prg di Castellammare mutuato dal piano comprensoriale del 1975 è stato poi modificato dall'amministrazione comunale ed emendato dal consiglio. Adesso si trova al Cru per l'approvazione della Regione. Prevede 39.256 posti letto mentre nel solo borgo di Scopello il numero passerebbe dagli attuali 60 a 1.250.

«E tutto questo - afferma Franco Russo, presidente dei Wwf siciliano e pioniere delle battaglie in difesa dell'ambiente - mentre nel territorio di Castellammare del Golfo ci sono 4.136 posti letto non utilizzati»,Oltre Lagambiente, Verdi e Wwf ieri a protestare c'erano anche Italia Nostra, Lipu, Greenpeace, Cgíl, Centro Impastato e Fai, Ds e Rifondazione comunista il sindaco Giuseppe Ancona di Forza Italia, al suo secondo mandato, continua per la sua strada e a chi gli chiede la ratio del Piano risponde: «Non ci sarà alcuna cementificazíone, in questo modo puntiamo tutto sullo sviluppo turistico di questo territorio».

 

SCOPELLO E LO ZINGARO

 

Venti anni fa una marcia contro la realizzazione di una strada che tagliava la montagna dove ora sorge la Riserva naturale dello Zingaro ha bloccato i lavori, l'anno scorso un'altra marcia contro il «Parco mistico» che intendeva realizzare tre enormi teste del Papa, di madre Teresa di Calcutta e di Padre Pio in contrada Mango, non distante il tempio di Segesta ha colto nel segno, oggi la marcia vuole salvare il tratto di costa che da Castellammare del Golfo va fino alla Riserva naturale dello Zingaro e passa da Scopello, borgo del seicento dove vivono 50 persone e luogo scelto da diversi inglesi per trascorrervi i mesi freddi. La zona è naturalisticamente ancora intatta a pochi passi dalla Riserva della Zingaro più volte è stata minacciata dalle fiamme di origine dolosa.

 

LE PREVISIONI DELPRG

 

Lo strumento urbanistico di Casteliammare redatto dagli ingegneri Bagarello (Palermo) e Navarra (Castellammare), dopo essere passato dall'esame del Consiglio comunale, si trova al comitato regionale urbanistico per l'approvazìone. In queste settimane si attende il voto definitivo. Prevede da Castellammare a Scopello un aumento di posti letto fino ad arrivare a 39.256 su una superficie di 10.712.000 metri quadrati. Nella sola Scopello (che ha 59 abitanti e nelle previsioni ne dovrebbe avere oltre 1000) proprio a ridosso del nucleo storico è prevista un'edificabilità di periferia urbana (0,95 mclmq). Sorgerebbero oltre alle viliette anche alberghi piscine, campi da tennis, parcheggi e anche un'ampia strada.