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LA MARCIA   PER SCOPELLO

 

ROSARIO GIUE’

 

A gli occhi di chi va a Scopello e si affaccia sulla fascia costiera tra Castellammare del Golfo e lo Zingaro si presenta, anche solo dopo un anno, un volto paesaggistìco della zona cambiato, in peggio. Lasciando la strada statale 187, prendendo la deviazione per Scopello-Riserva dello Zingaro e scendendo verso il mare ci si accorge di quante nuove costruzioni siano sorte come funghi. Sono pìccole case, una uguale all'altra, alcune finite, altre in fieri. Mentre si scende, prima di arrivare alla spiaggia di Guidaloca, se si svolta a destra in direzione di Cala Bianca, dove in genere si va con meno frequenza, il pugno allo stomaco è ancora più forte. Mentre ci si avvicina alla Cala si possono ammirare le nuove case in piedi, su terreno agrìcolo, che stravolgono il paesaggio ancor di più essendo quella una zona orìginariamente impervia e selvaggia. Sono case più o meno grandi, costruite l'una vicina all'altra e ben visibili dalla costa con un impatto paesaggistico devastante, costruite con licenza o abusive poco cambia.

Se si risale sulla statale e la si percorre in direzione di Trapani si assiste, nella zona di Castellaccio, a uno spettacolo simile. Nel giro di un anno sono sorte diverse villette con regolare concessione edilizìa, su un terreno che risulta anch'esso zona agricola. E già si vedono cartelli con la scritta «vendesi» che, in vista della prossima sanatoria e forse di quelle future, fanno pensare ad altre lottizzazioni.

Se a tutto questo si aggiunge che le previsioni del piano regolatore di Castellammare parlano dello spropositato e pesante insediamento di 39 mila posti letto da Cala Mazzo di Sciacca, alle porte dello Zingaro, fino al paese a fronte di un Comune con 13 mila abitanti; se si considera che lo stesso piano prevede una zona di espansione urbana intorno al borgo di Scopello, con indici di edificablità altissimi e a destinazione d'uso da periferia urbana, il quadro è altamente triste e drammatico.

Contro questo scempio domani è organizzata una marcia (raduno alle 10 davanti alla spiaggia di Guidaloca, e di Scopello si parla oggi, dalle 14,50 su Raitre, anche a "Ambiente Italia"). Ma non si marcia solo per dire un «no». E, comunque, non per dire «no» a una prospettiva di sviluppo economico della zona. Si vuole richiamare l'attenzione di tutti e la responsabilità delle autorità competenti perdire, semmai', «si» alla valorizzazione di un'area di elevato pregio. Se ogni anno finora vi sono stati 150 mila visitatori allo Zingaro e se Scopello è meta di numerosi turisti stranieri ciò è avvenuto e può avvenire ancora di più nella misura in cui li sarà ancora possibile trovare un habitat a dimensione umana, preservando quel territorio dalla furia dell'ideologia individualista e consumistica, utilitaristica nell'immediato per pochi privilegiti ma che non guarda al futuro di molti. Richiamare il rispetto dei vincoli paesaggistici e idrogeologici già esistenti, incoraggiare e sostenere il riuso del patrimonio abitativo precedente non è sposare un ecologismo fondamentalista. E’, semmai, la via realisticamente possibile per uno sviluppo, anche occupazionale, dì quel territorìo in modo duraturo e qualificato. Il ripristino e il riuso, per esempio, dei bagli e dei macaseni, ampiamente diffusi su tutto il territorio di Scopello e attualmente in stato di degrado o di totale abbandono e che ben si presterebbero a una riutilizzazione in funzione recettiva qualificata come spiega giustamente Mariangela Galante del Forum Ambiente di Casteliammare, è una proposta da prendere immediatamente sul serio. E su questa strada che ci si può muovere verso un'offerta turistica seria e si può guardare al futuro con lungimiranza.