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CRONOLOGIA

 

 

 

04.07.00          D.A.  n.248/91  con cui l’ARTA adotta il “Piano straordinario per l’assetto    idrogeologico”. La zona compresa tra la dorsale  Perania e Monte Scardina, oggetto di studio da parte del CNR e del dipartimento di Geologia e Geodesia dell’Università di Palermo,in quanto interessata da un vasto fenomeno di “Deformazione Gravitativa Profonda di Versante, viene individuata come area a rischio geologico ELEVATO (R3)

 

18.01.01                   Il Comune di Castellammare si oppone a questa decisione che ritiene troppo restrittiva e lesiva dei progetti di sviluppo edilizio insistenti sulla zona e  fa ricorso al TAR per chiedere la sospensiva del Piano.

 

20.12.01                   Nota n.32901  con la quale il Comune di C.mare chiede la revisione del Piano sulla base di uno studio geomorfologico redatto dal dott. Martines. Viene proposta la riperimetrazione e declassificazione della zona  franosa suddetta. L’area con pericolosità medio-alta (R3) viene limitata alle  fasce marginali, interessate da fenomeni di caduta di grandi volumi rocciosi dalle pareti circostanti, mentre l’area argillosa sottostante viene considerata a rischio medio (zona tra Mazzo di Sciacca e Punta Pispisa) o a rischio 0 ( da Scopello, con eccezione della Tonnara,  fino a Bosco Scopello). Ciò in sintonia con quanto previsto dal PRG in fase di attuazione che per quell’area prevede la possibilità di edificare con indici che vanno da 0,03 per le zone E2 fino a 0,95 per l’enorme zona C2 a ridosso del borgo di Scopello.

 

12.04.02                    Nota n. 20389 a firma del geologo del Gruppo Operativo Straordinario per l’Assetto Idrogeologico, dott. Sardo e dell’ingegnere capo Lopes, con cui l’Ufficio del genio Civile di Trapani esprime parere favorevole alla richiesta di revisione del Piano del comune di C.mare.

 

03.05.02          D.D.G. n. 229  di revisione del D.A. 298/41 per assetto idrogeologico C.mare, con riperimetrazione delle aree a rischio.

 

25.07.02          D.A. n.543  con cui l’ARTA provvede all’aggiornamento del Piano Straordinario per l’assetto idrogeologico, approvando le modifiche proposte dal Comune di C.mare.

 

20.02.03                    Viene avviata presso lo Sportello Unico per le Attività Produttive di C.mare la   pratica per la realizzazione di due strutture alberghiere da parte delle ditte Maritur e Teamtourist. L’area interessata dalle nuove costruzioni, contrada la Cicirata a pochi metri dall’antico baglio di Scopello, ricade in zona C2 (in base allo strumento urbanistico allora vigente – piano Comprensoriale N.3 - , confermata dal P.R.G. in quel momento in fase di approvazione ), già individuata come area ad elevato rischio idrogeologico dal Piano del 2000 e dunque non edificabile, ma adesso svincolata dal nuovo D.A. n.543 del 25.07.02.  La pratica si concluderà con esito positivo il 19.09.03 e i lavori di costruzione delle due mega-strutture cominceranno subito dopo la marcia per salvare Scopello del 26 ottobre 2003 e pochi giorni prima dell’apposizione del vincolo di inedificabilità assoluta sulla zona voluto dall’assessore Granata nel dicembre dello stesso anno .

 

 

19.11.03          Il C.R.U. esprime parere favorevole all’approvazione del PRG di C.mare, ma con fortissime prescrizioni, che riguardano in buona parte la fascia costiera e l’area edificabile intorno a Scopello. Inoltre per quanto riguarda gli aspetti geologici lo stesso ufficio afferma:

“…nella vasta letteratura geologica pubblicata su tale frana, che costituisce un significativo esempio di movimento gravitativo profondo, essa è considerata attiva, come del resto dimostrano le lesioni manifestatosi nei manufatti dei sottostanti centri residenziali.

Appare pertanto incongruente, in sede di pianificazione urbanistica generale, programmare la trasformazione dei suddetti ambiti con previsioni insediative e con la creazione dì nuove infrastrutture.”

 

 

15. 08.04         Adozione del  Piano Territoriale Paesistico Regionale, Ambito 1, all’interno del quale la perimetrazione dell’area franosa a rischio elevato ricalca quella già individuata dal Dipartimento di Geodesia di Palermo. Nei giorni successivi si levano prontamente le voci degli amministratori di C.mare che contestano il Piano poiché prevederebbe un regime vincolistico troppo rigido che “ingessa” il territorio, e ne richiedono  pertanto la revisione.

 

 

16.02.05                    Una frana di enormi dimensioni (circa 200 ettari)  investe l’area di Bosco Scopello, distruggendo magazzini rurali e terreni coltivati e minacciando persino le villette di Baia Luce e Punta Pispisa. Il Sindaco di C.mare chiede lo stato di calamità e l’intervento della Protezione Civile (N.B. il direttore provinciale è da circa due anni il geologo Sardo, lo stesso che nel 2002 aveva espresso favorevole alla riperimetrazione e declassificazione della frana!).

 

 

A questo punto sarà necessario un nuovo aggiornamento del Piano dell’assetto Idrogeologico regionale per quanto riguarda l’area di Scopello, che da zona a rischio 0 tornerà a zona a rischio elevato o molto elevato (ovvero R3/R4) , con divieto assoluto di edificazione, con buona pace del comitato d’affari che già da tempo aveva messo le mani su Scopello, investendo  cospicui capitali, anche di origine mafiosa, nell’acquisto di terreni .

 

 

E’ interessante notare inoltre che una situazione del tutto analoga a quella di C.mare si è già verificata altrove, per esempio a Salemi, dove lo stesso ufficio del Genio Civile ha espresso parere favorevole alla riperimetrazione di un’area soggetta a grave dissesto idrogeologico (R4)  riclassificandola come zona a rischio medio o basso (R2 – R1) con possibilità di edificazione.

Anche in quel caso a pochi mesi dall’approvazione dell’aggiornamento si è verificata una frana disastrosa che ha costretto  il comune a fare marcia indietro e a commissionare una nuova relazione idrogeologica che ripristina le antiche zone a rischio.

Ciò dimostra che la strategia perseguita da talune Amministrazioni con l’avallo di tecnici e funzionari compiacenti è quella di inseguire l’antica idea dello sviluppo edilizio indiscriminato, anche a costo di calpestare le leggi di tutela dell’ambiente e di salvaguardia della sicurezza dei cittadini.

 

21.03.05          Forum Ambiente Castellammare.