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Territorio
CETARIA
di G.V.Internicola
In tutte le antichissime carte figura il nome di CETARIA,
in prossimitā dell'attuale Scopello, come localitā marina.
Una segnalazione ragguardevole se si considera che veniva posta in rilievo come
Drepanon ed Eryx e come Panormo.
La prima menzione risale addirittura a Tolomeo (Le famose Tavole).
Il nome CHITEJA era attribuito alla cittā per la prevalente pesca del tonno, dal
greco chitos; gli abitanti erano chiamati da Plinio Citarii
(1).
Appare sempre come localitā nettamente distinta dall'Emporium Segestanorum.
L'unica localitā dove si trovano resti di un centro abitato di rilievo, di epoca
classica, sulla costa che va da Castellammare a S. Vito Lo Capo, č in prossimitā
della tonnara stessa di Scopello, nel tratto di costa che va a "Vitaloca"
precisamente tra cala "ALBERELLI" e la zona detta "LI ARBI".
Ad un attento esame, su un territorio pianeggiante a sud-est dello Scoglio Fungia,
si rinvengono numerosissimi reperti a fior di terra, in particolare di ceramica,
risalenti presumibilmente, a livello superficiale, ad epoca tardo -romana
(2).
Su uno spazio di circa 25.000 mq. (Cat. Comune C.mare G. FOGL. IV 110 153 )
giacciono sparsi reperti che si riferiscono a cocci di tegole, di giare e
anfore, di mattoni per costruzioni, di oggetti di uso quotidiano. Inoltre sono
visibili elementi con facce romboidali in pietra locale presumibilmente di
selciato e resti di decorazione in cotto o in altro materiale. E' inoltre
possibile identificare alcuni resti di costruzioni antiche in tufo locale.
Nel passato recente si ha notizia del rinvenimento di parti inferiori di una
statua a grandezza naturale in cotto,oltre che di un idoletto di divinitā
femminile.
A causa dell'apporto di terriccio e di altri materiali dovuto alle piogge, il
livello dell'abitato rimane ad alcuni metri di profonditā. Il sito č compreso
tra una scogliera a nord, che costituiva naturale difesa per l'abitato
soprastante, ed un degrado naturale a sud; si affaccia su due insenature di
facile accesso alle imbarcazioni.
Sullo sfondo guardando il mare a sinistra si domina la veduta dei Faraglioni poco
distanti, dove non si esclude l'esistenza di un porto collegato al centro
abitato.
Le tombe scavate su roccia in contrada Grotticelle-Piano Vignazze non distano
eccessivamente dalla zona.
L'approvvigionamento idrico era assicurato da sorgenti esistenti tuttora in
direzione delle case Francis.
Si fa rivelare l'urgenza di scavi anche per supportare l'ipotesi formulata.
(1) P.LONGO, Ragionamenti Istorici sulle
colonie dei Troiani in Sicilia Palermo 1810, ristampa anastatica 1990
pp118-119
V. REGINA, Bonifato terra sicana-elima, Trapani 1982 (per le antiche carte
geografiche)
(2) F.D'ANGELO, Insediamenti medievali in Sicilia, Scopello
e Baida in " Sicilia Archeologica" XIII, 1981 n. 44 p 65

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