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INCHIESTA. Dovrà accertare se all'interno dell'ente vi
siano infiltrazioni di «Cosa
nostra». La decisione di Finazzo dopo l'operazione «Tempesta
Mafia a Castellammare, il prefetto
invia commissione al Comune
CASTEIIAMMARE. (gc) A giorni la commissione ispettiva, nominata dal prefetto
di Trapani, Giovanni Finazzo, denuncerà gli
accertamenti nel Comune di Castellammare
del Golfo, con obiettivo di verificare il livello di infiltrazione
mafiosa all'interno della pubblica amministrazione e nel Consiglio
comunale.
La decisione del prefetto
di inviare gli ispettori (la richiesta al ministero dell'Interno è stata
inoltrata nei giorni scorsi) scaturisce dal pesante sospetto come si evince
dall'inchiesta condotta dalla dirczione distrettuale
antimafia di Palermo, denominata «Tempesta» - che la piovra mafiosa abbia esteso
i tentacoli fin dentro il Palazzo di città condizionandone le scelte più importanti.
Dall'inchiesta, condotta dalla polizia, emergerebbe, come è
noto,che Cosa Nostra, oltre a influire pesantemente su alcune scelte politiche,
ha avuto un ruolo pure nelle ultime elezione amministrative tenutesi nella cittadina
del Golfo.
|La commissione, una volta
compiuta1'ispezione, redigerà una dettagliata relazione che - con il parere del
prefetto sarà trasmessa al ministero dell'Interno. L'iter, complessivamente, assorbe
circa tré mesi di tempi. In autunno si saprà se
l'amministrazione ed il consiglio comunale verranno
sciolti per infiltrazioni mafiose. Cosa già avvenuta nel Trapanese a Pantelleria, Campobello
di Mazara e Mazara del VaIlo.
Intanto non si placano le
polemiche per il reintegro dei fùnzionari indagati:
l'ex comandante dei vigili urbani, Salvatore Matranga
(cognato del presunto capomafia castellammarese Francesco
Domingo, detto Ciccio «Tempesta»), l'ex dirigente dell'Ufficio tecnico comunale
Antonino Palmeri e l'architetto Vincenzo Bonventre. Gli indagati oggi, svolgono mansioni in uffici
diversi.
Sul reintegro - che ha
scatenato un vespaio di polemiche (il Circolo Metropolis
parla di «sconcerto e leggerezza») - il prefetto Finazzo
non commenta: si limita a dire che «la legge lo consente» e che la scelta
«dipende dalla sensibilità dell'amministrazione comunale».
A Castellammare i sospetti
che Cosa Nostra abbia avuto (e forse ha ancora) un
peso notevole nelle scelte politiche di rilievo - dagli appalti pubblici al destino
urbanistico del comprensorio non è una cosa nuova. Una ispezione dagli esiti
imprevedibili.
GIANFRANCO CRISCENTI