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A proposito delle esternazioni
dell’Assessore Di Cristina e del Sindaco Ancona sul P.R.G. di Castellammare
Di cemento o di cartone gli alberghi nei siti più
pregevoli del nostro territorio non li vogliamo e non già perché siamo contro lo sviluppo, ma
semplicemente perché vogliamo salvaguardare la principale risorsa del nostro territorio – il paesaggio
– dalla speculazione che già in molti casi (vedi Scopello) ne ha pregiudicato
le naturali bellezze.
Il PRG di C.mare è sicuramente il
frutto di una mediazione tra il progetto scellerato voluto dalla nostra
amministrazione, le modifiche richieste dal
Forum e quelle rese necessarie dal semplice rispetto delle leggi di salvaguardia già esistenti, ma abbiamo aspettato 20 anni per
avere uno strumento urbanistico in questo paese e ci sembra paradossale che
all’indomani della sua approvazione si attivino già le procedure per
by-passarlo come se niente fosse.
Le ultime esternazioni del
Sindaco e dell’Assessore Di Cristina sono demagogiche e preoccupanti; esse non
tengono conto di quanto avvenuto negli ultimi due anni ,
né di quanto prescritto dal Piano Paesistico Regionale, il quale ha
inequivocabilmente sancito l’alto valore paesaggistico della costa di Castellammare
e dell’area intorno a Scopello, indicando chiare norme di tutela e indirizzi
programmatici che fugano ogni possibile dubbio circa l’utilizzo di quei siti.
Ancora una volta si torna a
parlare di posti letto e di alberghi sul mare,
ripercorrendo strade vecchie e fallimentari che non tengono alcun conto dello
sviluppo del turismo familiare già spontaneamente avviatosi in buona parte del
paese e che consegnerebbero il territorio ai poteri forti, con ulteriori
privatizzazioni delle coste e delle spiagge, tolte all’uso pubblico e affidate
alla gestione dei privati.
Tutto ciò in un
paese in cui nel mese di maggio comincia già a mancare l’acqua corrente e i
liquami continuano a scorrere all’interno della Cala Marina ….Ma evidentemente i nostri amministratori trovano più urgente crogiolarsi con le
scatole di cartone piuttosto che affrontare le reali emergenze della comunità.